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Reviews: The Great Beyond2020-03-05T18:47:52+01:00

Reviews: The Great Beyond

BetreutesProggen: The Great Beyond – Review (DE)

German flag Germany – The Great Beyond

Fünf Jahre nach dem letzten Album “Small As A Ball” legt der dänische Keyboarder Lars Boutrup sein viertes Werk unter dem Projektnamen Music For Keyboards vor. Wie die Vorgänger bekommt man auch auf “The Great Beyond” die gehörige Dosis instrumentalen Progressive Rock und  etwas Hard Rock im Retro Flair. Begleitet von Niels W. Knudsen (Bass) und Spike Noir (Schlagzeug) wurden die neun Kompositionen von Lars Boutrup geschrieben und sind logischerweise von erheblicher Tastendominanz gekennzeichnet. Boutrup setzt dabei auf vor allem auf fette Orgel- und Synthesizersounds und fühlt sich laut eigener Aussage von Künstlern wie Keith Emerson oder Jon Lord inspiriert.

Selbst wenn Bombast, sphärische Eleganz und wuchtige Themen vorherrschen, so durchzieht die Musik ebenfalls ein gewisser Groove und griffige Melodik, die einen relativ einfachen Zugang zur Musik ermöglichen. So tickert die Musik fachkundig interpretiert und gefällig in Szene gesetzt in bester Keyboard Prog Manier meist munter im Mid-Tempo vor sich hin.

Leider vermisst man dabei echte Überraschungen, so fällt es wirklich schwer ein offensichtliches Highlight herauszupicken – am ehesten noch die beiden in Deutsch betitelten ‘Ich will tanzen’ bzw. das sehr klassisch geprägte ‘Klavier Stück für Freude’. Nichtsdestotrotz wandelt die Musik mitunter scharf am Rande der gut gemachten Beliebigkeit. Nicht falsch verstehen: handwerklich und von der Produktion her kann sich dieses Album durchaus hören lassen, aber aus persönlicher Sichtweise heraus, verharrt die Musik doch viel zu stark in den ihr selbst auferlegten Grenzen.

So gehen die rund 46 Minuten launig und flott als ordentliche Unterhaltung durch. Wer ein Faible für sinfonische Keyboardmusik hat, mag hier sicherlich ein Ohr riskieren. Hörbeispiele sind auf der Homepage des Künstlers verfügbar.

Bewertung: 8/15 Punkten

Reviewed by: Kristian Selm
The Great Beyond

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March 5th, 2020|

Get Ready to Rock: The Great Beyond – Review (UK)

UK flag UK – The Great Beyond

Danish keyboard wiz Lars Boutrup evokes organ grinders of a bygone age.  In doing so he also fashions his own version of classic keyboard-led rock.  ‘The Great Beyond’ is quite simply highly addictive.

There is nothing quite like hearing a Hammond organ played really well and within a tight song structure.  ‘Mr. T’ is essentially the album’s opening blast and is a perfect showcase for Boutrup’s compositional and musical talents.  A six minute workout that also evokes the very best that this genre has produced.

‘Whatever Mama Said’ could be some long lost sci-fi theme with deft orchestration punctuated by Spike Nior’s “Let There Be Drums” beats.  Similarly ‘Dripping Cycles’ sounds like something you might hear as the end credits roll.  It should come as no surprise, then, that Boutrup has composed the music or played to more than 200 silent movie pictures in Scandinavia.

If you like the albums that Geoff Downes (Yes, Asia) produced under the New Dance Orchestra moniker you will like this.  ‘The Great Beyond’ manages to not only evoke seventies bands such as the Dutch jazzy prog rockers Trace but create a groove and contemporary vibe of its own.  ****

Reviewed by: David Randall
The Great Beyond

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March 5th, 2020|

Tempiduri: The Great Beyond – Review (IT)

Italy flag Italy – The Great Beyond

“The Great Beyond” è il nuovo lavoro di Lars Boutrup valente tastierista danese che con questo disco giunge al ragguardevole traguardo dei quattro lavori.Il fatto poi che Lars Boutrup faccia musica strumentale la cosa è assolutamente degna di nota perché di questi tempi è difficile trovare artisti del genere; ma è ancor più difficile trovare qualcuno che sia disposto a  perdere del tempo per ascoltare una musica di siffatto genere.

Il nostro è un musicista dallo stampo classico che si rivolge ad un pubblico adulto; viste anche le sue influenze che vanno da Keith Emerson a Jon Lord. Ma non solo,infatti ascoltando il disco infatti mi è venuto in mente quanto fatto a suo tempo da Patrick Moratz e Bill Bruford tastierista il primo e batterista il secondo che hanno pubblicato diversi dischi e tra i quali mi sento di consigliarvi “Flags” il cui approccio è molto simile.Non potrebbe essere altrimenti anche perché, come dico spesso: “per ascoltare cose nuove bisogna essere curiosi ed avere una mentalità aperta”. Questo non perché sia difficile, per i molti, ascoltare della musica “particolare”.

Faccio questa affermazione solo perché ritengo che chi abbia interesse verso questo genere musicale ha già di per se un bagaglio tecnico pregresso di ascolto che gli permetterà poi di apprezzare e anche giudicare, come nel mio caso, di recensire un disco come questo.Ascoltando questo lavoro ci si rende subito conto di trovarsi di fronte ad un artista di indubbio talento e la musica che produce ha a che fare con un rock progressivo con forti tinte neo classiche. È quindi chiaro poi che citare i riferimenti soliti del genere: Elp; Yes; Trace; e Pink Floyd sia del tutto normale.

Il grande pregio di questo disco è che oltre ad essere registrato magistralmente è anche suonato benissimo. In questo disco non si trovano le strutture musicali intricate proprie del rock progressivo e permette quindi a chi lo ascolta, di vivere un’esperienza molto piacevole e permette di arrivare alla fine del disco senza troppi patemi d’animo.

Merito anche del fatto che lo stesso si componga di nove canzoni e che le stesse non abbiano una durata troppo lunga. Parliamo di una durata massima di circa 7 minuti e mezzo per “Dripping Cycles”. Mentre la più corta (e parliamo di circa quattro minuti), intitolata “Klavier Stück Für Freude”.Molto divertente è invece “Jerry and the suitcase” tanto è vero questo , che ritengo sia  un brano adatto ad un airplay .

Dico sempre che il Progressive, più di ogni altra musica, ha capacità immaginifiche; di questo fa parte anche The Great Beyond e sebbene si tratti di musica strumentale, in taluni casi è impossibile non farsi trasportare dall’ascolto immaginando luoghi o situazioni del tutto particolari. Anche ascoltando la suggestiva “Inventio”: una traccia suggestiva dagli arrangiamenti molto larghi che ti fanno immaginare di volare tra le nuvole.

Altro pezzo molto bello è il pianistico “Klavier Stück Für Freude”. Dalle atmosfere tardo romantiche chiude in bellezza un brano dalla spinta elettronica della title track.In chiusura certamente “The Great Beyond” è un ottimo lavoro adatto agli amanti del genere e dei progster di tutto il mondo. A tutti gli altri dico: “avvicinatevi senza timore a questo genere e potreste scoprire di aver perso tempo per non aver ascoltato prima musica del genere . 

  1. The Rising
  2. Mr. T
  3. Whatever Mama Said
  4. Dripping Cycles
  5. Jerry and the Suitcase
  6. Inventio
  7. Ich Will Tanzen
  8. Klavier Stück Für Freude
  9. The Great Beyond

Lars Boutrup – keyboards, organ and synthesizers

Niels W. Knudsen – bass

Spike Nior – drums, assorted percussion

Reviewed by: Stefano Bonelli
The Great Beyond

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February 28th, 2020|