REVIEWS - MUSIC FOR KEYBOARDS


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Tempi Duri Review

Per farci un idea di questo cd i paragoni che potrei fare sono quelli che ci riportano indietro negli (non troppo però) quando un tastierista svizzero Patrick Moraz diede vita ad un progetto di questo assieme al batterista inglese Bill Bruford e l'esempio più fulgido di questa duo fu un album intitolato "Flags" che ricordo come un album estremamente legato a sonorità jazzistiche e progressive,ma con in più il fatto che il disco in questione era totalmente strumentale e dava una visione diversa su come si potesse concepire dell'ottima seppure con una struttura semplice,altro esempio e forse più vicino stiticamente parlando è stato il progetto messo su da Jordan Rudess tastierista dei Dream Theater il quale assieme a Rod Morgestein batteria che ricordiamo in seno ai Dixie Dregs prima ed ai Winger dopo.

Questo chiaramente a grandi linee in quanto la musica di Lars Boutrup ricorda molto di più alcune dei Tangerine Dream più recenti anche se con i dovuti limiti del caso anche perchè in alcuni momenti come ad esempio "the Day after"si avvicina a certa New Age elettronica ma in questa sede seguita con più gusto.

Inoltre c'è da dire una cosa molto importante su questo artista danese,infatti i più attenti tra o si ricorderanno la sua partecipazione come special al disco d'esordio dei metallers Evil Maqurade.mi direte ma che c'entra Boutrup col metal ? Domanda più che giusta,ma evidentemente Lars è un poliedrico ed un eclettico e con questo "Music For keyboards" da una lettura diversa di come si possa proporre dell'ottima musica;la conclusione dopo tutta questa elucubrazione, è che se siete abbastanza aperti mentalmente parlando riuscirete a trovare nuove sensazione da questo incredibile artista.

Stefano Bonelli

Link to original review at Tempi Duri



Arlequins

Nelle note promozionali allegate in questo cd la musica di Lars Boutrup è stata pomposamente presentata come "rock, classical music and movie drama", tanto basta per giustificare un titolo che non lascia spazio per molte interpretazioni... "Lars Boutrup's Music for Keyboards" è composto da una musica facilmente riconoscibile in un pop-rock sinfonico strumentale dai risultati alterni, coinvolgente, visionario ed allo stesso tempo mellifluo e non particolarmente originale, decorato da orpelli elettronici e new age, con qualche vaga ed irrisolta ambizione di musica ambient.

Il tastierista danese Lars Boutrup ha realizzato con questo album il suo primo disco solista, disco realizzato quasi in completa solitudine con l'aiuto del batterista Fredrik Sunesen alle percussioni: Lars Boutrup in realtà è in attività nel campo della musica da oltre una ventina di anni, con all'attivo un discreto numero di dischi realizzati attraverso diverse bands (Simecess, Rasmus Lyberth, Sing Sing, Big Bang, Evil Masquerade ecc...) ed anche un discreto successo di pubblico... evidentemente sazio del rock'n'roll, Boutrup ha deciso di dedicarsi con il suo "Music for Keyboards" alla musica strumentale e meditativa, ispirato probabilmente da maestri come Vangelis, Patrick Moraz e... Tony Banks.

La qualità artistica di questo cd è un po altalenante, Boutrup alterna composizioni piuttosto ispirate ed intense a momenti sin troppo prevedibili nel loro svolgimento ed anche un tantino kitch (ad esempio, la spensierata "Agent Orange"): la produzione limpida e pulita dei suoni gioca un punto a favore per "LB's Musica for Keyboards", le atmosfere evocate sono quelle dei grandi spazi incontaminati, una sensazione di illuminazione e rinascita spirituale, sensazioni ed atmosfere che si concentrano soprattutto nella parte finale di questo controverso cd.

Lars Boutrup sembra averci proprio lasciato il meglio delle sue capacità negli ultimi quattro brani di "Music for Keyboards", in effetti l'imponente eleganza sinfonica di pezzi come "While the City Sleeps" o "Northern Lights" possono valere ben più di un ascolto... è lecito dunque aspettarsi da Boutrup ulteriori sviluppi e miglioramenti per un'eventuale seconda opera solista.

Giovanni Carta

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